Con il piede giusto: l’importanza di partire dalle risorse (e non solo dai problemi)

15 Giugno 2023


Quando guardi a un territorio, è più facile capire i problemi o le opportunità?

È una cosa a cui penso spesso, nel momento di iniziare un lavoro che comporta una prima osservazione di quello che mi sta attorno. 

I problemi sono spesso più evidenti. Ma per risolvere i problemi, serve far leva sulle risorse e le opportunità a disposizione. 

Questo ovviamente vale anche per l’urbanistica. 

Siamo nelle fasi di avvio di un piano o di un progetto. C’è bisogno di entrare nel contesto per capire i valori in gioco, far emergere i temi caldi. Andiamo a comprendere i problemi, gli aspetti critici, le richieste esplicite e i bisogni sottintesi.

Allo stesso tempo ci sforziamo di trovare i punti di forza. 

Perchè sono così importanti?

Perchè saranno le leve su cui appoggiare le strategie e le azioni. 

Queste risorse possono essere:

  • le risorse materiali del territorio, dal punto di vista dei trasporti, sotto il profilo storico, paesaggistico, ambientale, infrastrutturale, la dotazione di servizi.
  • immateriali, ovvero le energie sociali a disposizione.

Per le seconde, serve guardare ai gruppi e ai luoghi dove queste energie si trovano e si esprimono, le persone di riferimento per questi gruppi (le leadership). Associazioni, strutture educative (scuole), attori economici (commercianti), gruppi di vicinato, parrocchie, società sportive sono i primi di un elenco più lungo di soggetti con cui incontrarsi.

A questi, si affiancano singoli cittadini portatori di conoscenza: “esperti locali” e cittadini attivi con cui interloquire per entrare in profondità su alcune questioni. 

Questa attività permette di:

  • riordinare i temi che arrivano dall’analisi dei dati e confrontarli con la percezione diffusa. Per provare a rispondere a queste domande: dove sono i problemi? ma soprattutto, quali sono le risorse a disposizione?
  • se ingaggiati in modo convincente su obiettivi chiari e condivisi, questi soggetti saranno le gambe su cui far correre la nostra iniziativa. Saranno i primi ambasciatori sul territorio, all’interno delle singole comunità di riferimento. Questo è un passaggio fondamentale per costruire una prima rete con cui proseguire il percorso nelle fasi successive.

Qui uniamo la lettura critica di dati e mappe costruite con indagini sul campo o da fonti indirette con momenti di incontro e ascolto condiviso dei cittadini e dei diversi attori:

  • Da una parte quindi costruiamo quadri di analisi: assetto del territorio, struttura socio-demografica, l’offerta e la domanda di mobilità per le sue diverse componenti, incidentalità, rumore e qualità dell’aria.
  • Dall’altra organizziamo le azioni per coinvolgere i diversi soggetti, tramite interviste dirette, camminate e biciclettate partecipate, strumenti di partecipazione digitale con un questionario on-line, workshop aperti oppure momenti di discussione con gruppi ristretti. 

Ecco perchè partire con il piede giusto è molto importante. Permette di dare sostenibilità nel tempo al nostro progetto. In particolare, per progetti complessi (o con un potenziale conflitto) che hanno bisogno di essere tradotti e compresi.

Il metodo porta questo piccolo-grande vantaggio. Nel tempo, mi ha portato a considerarlo indispensabile.

Alla prossima!

ps

Ho applicato questo  metodo nel caso-pilota di Martellago (VE). Lo trovi nell’ebook “A misura di piccolo comune”, un supporto operativo per Amministratori, Uffici e professionisti che vogliono progettare la mobilità e lo spazio pubblico insieme ai cittadini.

Lo puoi scaricare qui.

array(1) { [0]=> int(1799) } int(1678)